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Quotazione Poste Italiane oggi, previsioni e grafico

Di   30 Novembre 2016

L’azienda tutta italiana Poste italiane S.p.A. è una società che si occupa da sempre della gestione del servizio postale in Italia. È tra le altre cose operativa nei settori finanziari, assicurativi, nella telefonia mobile e dallo scorso anno è entrata a far parte del mondo della borsa.

Le azioni di Poste Italiane in questo momento quotano di poco sopra i 6 Euro, e hanno una perdita di circa 10 punti percentuali per chi li avesse acquistate in fase di IPO e nella giornata di oggi avanzano verso tale prezzo con un rialzo del +0,51%.

Trading Azioni Poste Italiane

I risparmiatori che hanno investito nelle azioni di questa azienda si aspettavano di avere in mano un titolo con bassa volatilità, che fosse resistente ai ribassi dell’indice. Così è stato ma solo parzialmente. In alcune giornate si sono verificati infatti dei ribassi anche del 10% per le azioni Poste Italiane. Andiamo a vedere come sta procedendo Poste Italiane a livello di risultati negli ultimi mesi del 2016. La sotto performance del titolo è quasi di sicuro dovuta alle ultime notizie anche se non ancora confermate al cento per cento secondo cui il Tesoro sta pensando di smuovere la quotazione in Poste Italiane. Metà della posizione detenuta infatti andrebbe alla Cassa Depositi e Prestiti mentre l’altra metà andrebbe a finire sul mercato rischiando così di diluire l’azionario. Nell’ultimissimo periodo comunque le azioni di Poste Italiane continuano ad avanzare verso la resistenza ferma a quota euro 6,92. Il titolo del gruppo postale nelle ultime settimane ha beneficiato di diverse newsflow inoltre di recente la società ha reso noti i numeri relativi a quasi tutto l’anno 2016. Con grande gioia da parte di tutti gli investitori che hanno investito i propri risparmi nell’azienda, i conti sono stati superiori alle attese e le azioni di Poste Italiane si sono guadagnate la conferma del rating buy da parte di Citigroup ed Equita Sim.

Purtroppo però la performance del titolo non ha soddisfatto l’azionista di minoranza Amber Capital, ovvero la SGR, che detiene meno del 2% del capitale di Poste Italiane che in sede dell’ultima assemblea di mercato si è lamentata dal momento che la performance del titolo non rifletta i fondamentali visti nel bilancio e negli ultimi conto trimestrali.

Poste Italiane ha dichiarato come già è successo per tutto il 2016 e come succederà per tutto l’anno 2017, l’80% dell’utile netto consolidato del gruppo andrà in dividendi. Sulla base delle prime stime, si ipotizza un dividendo per azione di 0,35 euro l’anno, il che si traduce in un guadagno lordo di ben 175 euro per coloro che abbiano acquistato il “pacchetto” da 500 azioni (ovvero 129 euro netti, visto che i guadagni verranno tassati con una aliquota del 26% e non del 12,5% , questa percentuale viene infatti applicata a titoli di Stato e buoni postali).

Vediamo a chi realmente conviene investire nel gruppo Poste Italiane spa e a chi no.

Le azioni di Poste Italiane possono interessare ai risparmiatori i quali sono alla ricerca di titoli che non siano già sopravvalutati dal mercato e che promettano una maggiore stabilità rispetto alla media delle azioni quotate a Piazza Affari. Posso essere considerante interessanti anche da chi è alla ricerca di un investimento di medio e lungo termine (che possa durare da 3 a 5 anni circa) con un buon dividendo annuo (che solitamente è compreso tra il 4 e il 5%). Non sono invece convenienti per chi non preveda un lasso temporale di almeno 12 mesi ma vuole un investimento a breve termine. Nel caso si tratti di questo tipo di investitori infatti, nel caso dovessero rivendere i titoli prima del giro di un anno, non incasserebbero nessun tipo di dividendo o tantomeno la bonus share, così facendo si esporrebbero all’andamento dei mercati e correrebbero il rischio di vendere in perdita.

http://indici.soldionline.it/ComboChart.aspx?Codice=IT0003796171&TimeRange=180&ChartSize=M&Volume=1&VGrid=1&HGrid=1&ChartType=0&Band=-1&avgType1=N&movAvg1=10&avgType2=N&movAvg2=25&Indicator1=None&Indicator2=None&Indicator3=None&Indicator4=None&MID=&SymbolName=Poste+Italiane&TenYears=0

 

Azioni Deutsche Bank: previsioni 2016-2017 e quotazione

Di   19 Novembre 2016

Si è parlato a lungo nelle ultime settimane della Deutsche Bank, di un suo possibile crollo e delle ipotetiche conseguenze su azionisti, risparmiatori e dipendenti. Capiamo quindi cosa deve aspettarsi chi ha deciso, in un passato più o meno recente, di investire proprio in questa realtà economica.

Azioni Deutsche Bank: cosa succederà nel 2016-2017?

E’ molto difficile fare previsioni su quello che sarà il futuro della tedesca Deutsche Bank. Troppe sono infatti le variabili e i fattori in gioco, legati non solo alle performance della banca in sé ma anche alla fuoriuscita di informazioni più o meno riservate. A questa insicurezza deve essere aggiunto un altro particolare elemento, ovvero le conseguenze che potrebbe avere anche su altri titoli un eventuale fallimento della più grande realtà bancaria tedesca.

Nonostante le difficoltà e le non rosee previsioni, la Deutsche Bank ha chiuso il terzo trimestre dell’anno in corso con buoni risultati, dal momento che ha raggiunto ricavi complessivi pari a 7,5 miliardi di euro. Il dato è decisamente buono, soprattutto se confrontato con i 7.3 miliardi dell’anno precedente. L’utile netto registrato è stato pari a 278 milioni di euro, per un utile lordo di 619 milioni.

Molto diverso è invece stato il comportamento delle azioni in sé. Come si evince dal grafico di seguito riportato, infatti, dal settembre del 2015 le azioni sono in costante calo, nonostante qualche temporanea ripresa. E’ lecito ritenere che la situazione non peggiorerà ulteriormente, ma è allo stesso modo da escludere che il titolo recuperi il vigore del periodo precedente al crollo. Nelle ultime settimane, il valore dell’azione oscilla tra i 10 e i 13 euro circa e il valore singolo medio di 22 euro sembra ormai un lontano ricordo.

A bocce ferme gli analisti e le voci che girano nel mercato dei CFD ritengono possibile una ripresa del titolo che potrebbe nel corso del prossimo anno stabilizzarsi sui 15 euro circa, con picchi pari a 16 euro. Le previsioni però, lo ribadiamo, nel caso specifico risultano poco affidabili dal momento che incerte sono le prossime mosse del colosso. A tranquillizzare i mercati, gli analisti e gli azionisti è intervenuto in passato più volte il governo tedesco, che ha ribadito la propria presenza e la ferma volontà di supportare la banca qualora se ne presentasse la necessità. Capire se queste posizioni siano volte ad un vero intervento economico, o abbiano come fine puro quello di tranquillizzare gli attori coinvolti non è però cosa semplice.

Deutsche Bank: i rischi e il pericolo crisi

Può essere a questo punto utile uno sguardo più generale alla banca, così da comprendere a partire da quali fattori ed elementi la possibilità di un fallimento si sia diffusa. Un fallimento del colosso bancario tedesco, lo ribadiamo, è  possibile e si preannuncia come un avvenimento molto grave dal momento che in molti hanno evidenziato come esso possa determinare anche il crollo di altre banche e la crisi economica in Germania, ma anche  gravi difficoltà negli altri paesi europei qualora dovesse prendere avvio, come verosimile, un effetto domino. A peggiorare il quadro arriva poi l’alone di incertezza che avvolge la banca. La società infatti da un lato è stabile economicamente, ma dall’altro è insidiata dal debito di 14 miliardi di euro da saldare agli USA a causa di una maxi-multa subita a causa di una non corretta gestione dei mutui sub-prime, oltre che dalle pressioni degli analisti dell’Unione Europea che auspicano per il colosso un aumento del patrimonio.

Proprio per risolvere i punti aperti, la banca ha messo in piedi una serie di iniziative. Citiamo tra queste le cessione di una serie di azioni di una decina di case da gioco che la banca possiede negli States e che potrebbero raggiungere un valore complessivo pari a 440 milioni di euro.

Investire in azioni Azimut Holding: come comprare, quotazione e andamento

Di   8 Novembre 2016

Azimut Holding è il principale Gruppo Italiano indipendente che opera dal 1989 nel settore del risparmio gestito. La capogruppo Azimut Holding S.p.A. è quotata alla Borsa di Milano dal 7 Luglio 2004 (AZM.IM) ed è membro, fra gli altri, dell’indice FTSE MIB, questa società opera prevalentemente nell’ambito della vendita di prodotti di risparmio gestito e polizze vita attraverso una rete di promotori finanziari. Azimut Holding nonostante sia una realtà prettamente italiana vanta sedi operative oltre che in Italia, anche in Lussemburgo e Irlanda.

Quotazione Azimut: grafico in tempo reale e previsioni prezzo

Qui di seguito trovi un grafico in tempo reale con le quotazioni delle azioni Azimut.

Come si evince dal grafico le quotazioni Azimut sono state molto positive, in questo avvio di anno, con risultati davvero molto interessanti se prendiamo a riferimento l’andamento dei prezzi dei precedenti 12 mesi.

Provando a spingerci su delle previsioni di prezzo (ricordiamo che le previsioni lasciano sempre il tempo che trovano perchè l’andamento di borsa delle azioni dipende da centinaia di fattori che non possono essere previsti con certezza da nessuno), possiamo ritenerci moderatamente ottimisti per i prossimi 3 mesi.

Molto dipenderà, anche, dall’andamento del Ftse Mib e da quello del comparto in cui opera Azimut, ma le premesse per assistere ad un consolidamento del trend ci sono tutte.

Come comprare azioni Azimut Holding

Comprare titoli azionari in Azimut Holding è un tipo di investimento di medio/lungo periodo, quindi chi acquista una certa quantità di azioni lo fa sia per garantirsi una somma annuale garantita in base al numero di quote societarie che si possiedono ma anche per godere di un profitto dall’eventuale aumento di valore del titolo stesso nel momento in cui il proprietario decidesse di venderlo.

In entrambe queste due circostanze, sia per chi compra con l’aspettativa di ottenere un guadagno sia per chi vuole speculare sull’aumento di valore del titolo, è bene affidarsi ad un negoziatore finanziario.

Durante questo anno, le azioni Azimut Holding hanno purtroppo registrato un calo notevole di circa 3,67 punti percentuali. Tale dato è legato in modo molto stretto all’indebolimento dei dati trimestrali. Durante i primi tre mesi dell’anno, il gruppo Azimut ha deluso e non di poco le aspettative di tutti gli analisti. I guadagni, infatti, sono stati nettamente al di sotto delle previsioni ed anche l’utile operativo e l’utile netto hanno subito il medesimo calo. In ogni caso, ad aprile Azimut è riuscita a superare di gran lunga le attese. È un dato certo però che il decremento registrato durante i primi tre mesi dell’anno è stato la conseguenza diretta della cosiddetta volatilità dei mercati e quindi della loro momentanea debolezza.

Quotazione e previsioni Azimut Holding

Le aspettative per il primo trimestre erano di 138 milioni di euro con commissioni e fee di 125 milioni di euro ed un netto di 25 milioni di euro, o almeno queste erano le stime di Azimut. Icbpi, invece, aveva previsto utili per 28 milioni di euro ed una significativa performance sotto il profilo del bilancio visto che mancavano le commissioni variabili, ciò era legato alle condizioni del mercato. A differenza di quello che confermavano gli analisti, Azimut però è andata addirittura al di sotto delle aspettative di questi ultimi. I suoi ricavi totali si sono fermati a quota 133,2 milioni di euro e gli utili operativi non hanno sfondato la soglia dei 24,1 milioni di euro. L’utile netto, invece, è rimasto bloccato a 20,3 milioni di euro. Nonostante il trading online (abbiamo visto quello di Poste Italiane, recentemente) offra, tra i molteplici strumenti per poter fare trading sui mercati azionari, anche quello del commercio di opzioni binarie bisogna dunque prestare attenzione visto che questi dati erano dunque ancora più preoccupanti se confrontati agli stessi dell’anno precedente. Purtroppo anche la quota netta ha registrato il segno negativo. Durante il corso dell’anno 2016, infatti, ha raggiunto quota 1,7 miliardi. Il patrimonio totale fino al mese di marzo, poi, è stato solamente di 37,4 miliardi di euro. In ogni caso è importante fare una precisazione, ovvero che la posizione finanziaria netta durante il mese di marzo è stata positiva ed ha raggiunto quota 320,5 milioni di euro.

Prima di decidere di fare qualunque tipo di investimento dunque è caldamente consigliato e necessario tenere conto di tutte le alternative presenti sul mercato finanziario ed informarsi in maniera più che adeguata in merito alle prospettive future non solo del gruppo Azimut ma di tutto il mercato finanziario. Il gruppo Azimut Holding indipendentemente dal calo subito negli ultimi tempi è un’azienda solida e quindi ogni tipo di investimento, oltre ad essere remunerativo e a garantire un dividendo, potrebbe rivelarsi decisamente vantaggioso anche in futuro.